Claims made: cosa significa

Claims made: cosa significa

Ti è mai capitato di dover stipulare una polizza di responsabilità civile Professionale e leggere nel set informativo la dicitura “Claims Made”? Non sai bene di cosa si tratta o vuoi saperne di più? Bene questo è l’articolo che fa per te! Prosegui nella lettura.

Il vecchio regime: Loss occurrence

Per capire cosa significa il termine “claims made”, occorre fare un passo indietro nel tempo di circa una trentina d’anni. Sino agli inizi degli anni 2000, le assicurazioni di responsabilità civile professionale e le polizze di colpa grave dei medici e delle Strutture Sanitarie operavano in regime della clausola “Loss occurence”. 

Tale regime garantiva l’indennizzabilità dei danni che fossero derivanti da fatti commessi dall’assicurato esclusivamente nel periodo di vigenza della polizza, a prescindere dalla data in cui il terzo danneggiato avesse denunciato il sinistro e formalizzato la propria richiesta risarcitoria.

Con una Polizza di regime Loss occurrence, per ricevere la copertura assicurativa, colui che ha commesso il danno deve pertanto risultare assicurato al momento dell’accaduto. Ciò significa che in caso di richiesta di risarcimento, l’assicurato doveva risalire alla polizza assicurativa operante al momento del danno, per far ricadere su questa la denuncia del sinistro.

Secondo questo regime, anche nel caso in cui la richiesta risarcitoria da parte del paziente fosse arrivata al medico successivamente al periodo di effetto della polizza (come spesso accade in ambito sanitario) la Compagnia Assicurativa sarebbe rimasta tenuta ad indennizzare il proprio assicurato.

Questo ha portato i vari assicuratori a trovarsi in difficoltà nel momento in cui dovevano stimare il reale peso economico di un futuro indennizzo. Si è quindi arrivati a modificare la struttura dei contratti assicurativi, introducendo un nuovo regime di polizza: quello Claims Made.

Il nuovo regime: Claims Made

Per comprendere meglio come funziona la clausola claims made nella polizza di responsabilità civile professionale, occorre analizzare il significato del termine: tale espressione tradotta più o meno correttamente con “a richiesta fatta” fa riferimento al momento in cui il cliente di un professionista assicurato (ad esempio un paziente nei confronti di un medico) avanza una richiesta di risarcimento.

Viene infatti offerta una copertura assicurativa per le sole richieste di risarcimento che pervengano all’assicurato durante il periodo di vigenza della polizza, indipendentemente dal momento in cui si sia verificato il fatto denunciato per cui è richiesto un risarcimento.

Cosa significa nella fattispecie? In altre parole viene spostato l’avvenimento del sinistro non più alla data effettiva in cui si è verificato il danno, ma al momento in cui il danneggiato richiede un risarcimento per tale danno.

Di conseguenza, la Compagnia Assicurativa è quindi tenuta a risarcire il proprio assicurato solamente per le richieste di risarcimento che siano denunciate nel periodo di validità della polizza e che facciano riferimento ad un evento accaduto o sempre durante lo stesso periodo di validità della polizza o durante un periodo precedente, compreso nel periodo di “retroattività” della polizza.

La Legge Gelli Bianco prevede una retroattività per le polizze di dieci anni. Questo è dovuto al fatto che in caso di responsabilità contrattuale, il danneggiato a tempo dieci anni per chiedere i danni. In linea teorica, questi dieci anni di retroattività potrebbero addirittura rivelarsi insufficienti, perchè in base ad una sentenza della Cassazione, i dieci anni decorrono non da quando il paziente ha ricevuto le cure, ma da quando si accorge di aver subito un danno. 

E’ per questo motivo che alcune compagnie assicurative, oltre all’opzione di retroattività di dieci anni, permettono di acquistare una clausola di retroattività “illimitata”.